Le altre fonti
Fonte del Fico
Questa sorgente si trova dopo quella di Santa Rosa a circa 2 Km scendendo in direzione del fiume Nera a sinistra verso la riva. Esce direttamente dal terreno a livello dell'acqua del fiume Nera. Quest' acqua è leggera e fresca e sembra che abbia proprietà lassative e diuretiche.
Fonte di Santa Rosa
Questa fonte si trova lungo la gola del Nera sulla riva destra del fiume, nello spazio compreso tra le due gallerie della ferrovia. Si va nel centro abitato di Narni Scalo in direzione Madonna del Ponte e si attraversa la ferrovia a destra lungo la strada bianca, camminando per circa due chilometri sempre sulla destra si trova la fonte. La sorgente è incanalata con tubo in poliestere che attraversa la ferrovia soprastante, sfocia in una fontanella in cemento. L'acqua di S. Rosa è leggera e fresca.
Fonte del Lecinetto
La sorgente del Lecinetto si trova in una grotta sulla riva destra del Nera a due chilometri dal Ponte d'Augusto, presso il piccolo villaggio dell' ENEL nei pressi della centrale idroelettrica del Recentino. Il suo nome dovrebbe essere originato da un leccio, detto nel linguaggio popolare lecino, piantato nella zona. L'acqua di questa sorgente è efficace per diverse depurazioni interne; il suo sapore è amarognolo e insieme leggermente acidetto. Agli inizi del 1900 in questa zona fu impiantato un piccolo stabilimento di bagni, che sfruttava la sorgente dell'acqua, detta della carestia e fu anche impiantato uno stabilimento per l'imbottigliamento dell'acqua. Fino al 1943, anche se limitata la diffusione dell'acqua aveva varcato anche i confini d'Italia. Al Mons. Gino Cotini, (che scrisse dei libri sulla città di Narni), un suo amico gli riferì, che trovandosi a Innsbruck, in un ristorante, l'anziano proprietario, parlando dell'Umbria, gli nominava Narni, perché prima della guerra del 1940-1945, faceva uso dell'acqua del Lecinetto. Purtroppo la guerra con i suoi bombardamenti, ha distrutto l'impianto e il terrapieno fatto con lo svuotamento della galleria del Recentino e la costruzione di alcune case hanno tolto la sua caratteristica di luogo di riposo e di distensione, facendo scomparire il laghetto, che era una piscina naturale e i corsi dell'acqua della carestia, una sorgente che scaturiva da sotto la ferrovia.
Fonte di Stifone
Passando per la via Ortana, si arriva ad un paesino caratteristico, Stifone, che si potrebbe chiamare paese delle Sorgenti; qui infatti se ne contano molte, alcune delle quali sono torrenti sotterranee che sfociano sotto il livello attuale del fiume. Proprio dentro l'abitato, scendendo verso i vecchi lavatoi, vi sono due sorgenti una che esce dalla roccia e l'altra vorticosa che passa vicino alle vasche. Queste acque, oltre che per gli usi civili, sono state usate, in passato, per azionare grossi mulini ed antiche ferriere che lavoravano il minerale cavato sul Monte Santa Croce. Sempre sulla stessa via del Paese, andando verso valle, si può notare un vascone, profondo d'acqua limpida con accentuati riflessi azzurri che salgono dal fondo da dove esce a pressione un torrente d'acqua proveniente, secondo la tradizione popolare, dalle montagne di San Pancrazio. Volgendo lo sguardo in alto, verso il Monte Santa Croce, al di là del Fiume, difficile da notare, c'è l'antico Eremo detto di Santa Betta o Monastero di San Giovanni, con ancora resti di edifici e cisterne. Dal lato storico è importante perché si tratta del porto di Narni sul Nera, da cui partivano le derrate e il legname per Roma, ciò si è verificato dall'epoca romana al 1700. Scendendo lungo la riva del fiume ancora si trova qualche resto importante, che ci può far ricostruire il posto di attracco delle barche. Gli edifici che formano la borgata sono di diverse epoche dal 300 al 600 con belle finestre e portali. Interessante è il monte Frumentario con la data relativa. Uno dei centri di attrazione è la chiesa parrocchiale, dove ci sono due tele del 1600 e il Fonte Battesimale. Oggi una grande diga per alimentare la centrale idroelettrica, già della Valdarno, ha sommerso molte cose importanti, tra cui le due centrali elettriche tra le prime costruite nella zona, una delle quali di proprietà del comune di Narni, che ha fornito l'energia di illuminazione alla città. L'innalzamento del livello del fiume ha quasi sommerso le sorgenti di acqua, risparmiandone una, che si può ammirare e presso la quale ci si può ristorare; è acqua leggera e abbondante.
Fonte della Madonna del Lecino
Questa sorgente si trova in località San Pellegrino. Bisogna percorrere la SS Amerina in direzione Amelia, all'altezza della cava nelle vicinanze della vecchia strada sulla sinistra si trova detta fonte. La sorgente proviene da un tubo in metallo che inizia dal pozzetto sovrastante dove è raccolta l'acqua sino alla fontanella più in basso che è di cemento. Quest'acqua è leggera e fresca.
Fonte di Collenibbio
Fonte della Capra


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