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 La città di Narni 

Narni è una città a "più strati": romano, medievale e rinascimentale. Una città viva che è "passata" nella storia importante. I primi a credere in quello sperone di roccia sono stati gli Umbri: la chiamarono Nequinum. Arrivò poi il momento dei Romani, che la conquistarono prima, e la fecero diventare un loro baluardo, poi. E le cambiarono anche il nome: Narnia, dal fiume Nar che scorre nella sua valle. Il periodo di massimo splendore della città fu alla fine del Basso Medioevo quando, sfruttando la lontananza del Papa che si era rifugiato ad Avignone, conquistò potere su un vastissimo territorio che arrivava sino alla periferia dell'odierna Rieti. Grande potere e grande ricchezza. Ecco allora i palazzi nobiliari, quelli pubblici, le chiese.

La decadenza si lega, contrariamente a quello che si può pensare, alla costruzione della Rocca, che non venne decisa dai narnesi ma dal Papa che voleva tornare a Roma e desiderava una serie di fortezze utili per la propria incolumità. Egidio Albornoz, cardinale, spagnolo, architetto costruirà un solenne manufatto che ancora oggi non è appieno entrato nell'immaginario dei Narnesi.

L'energia a poco prezzo che si poteva trarre dal Nera fu la spinta per l'ultima trasformazione della città: fabbriche, opifici, uffici in grande quantità, hanno cambiato il volto di Narni. I segni dell'industrializzazione sono oggi importanti come quelli del suo grande passato.

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UN TEMPO FU
Narni fu l’antica Nequinum, importante centro degli Umbri sorta in posizione strategica sulle strette gole del Nera. A partire dal 299 a. C. la città  passò sotto Roma della quale fu, prima colonia, poi municipio con il nome di Narnia dal fiume Nar che scorre nella sua valle. 

PERCHE' VISITARLA
Arroccata su uno sperone di roccia, a dominio della piana bagnata dalle acque del fiume Nera, Narni conserva in superficie e nel sottosuolo un ricchissimo patrimonio storico-artistico che ben mostra l’importanza della città in epoca romana, medievale e rinascimentale.
La città è anche nota per aver dato i natali al condottiero Erasmo da Narni (1370-1443) detto il Gattamelata, reso immortale da un monumento equestre eretto da Donatello di fronte alla basilica di Sant’Antonio a Padova.

DESCRIZIONE
La visita può partire da piazza Garibaldi anticamente detta del Lago poiché al di sotto della fontana ottagonale, che sorge al centro della piazza, si apre una grande cisterna di epoca medievale.
Nella parte alta della piazza si apre il fianco della cattedrale di San Giovenale con il portale di epoca romanica. Sorpassata la porta del Vescovo  si accede in piazza Cavour ove affacciano l’ingresso porticato del duomo e il palazzo Vescovile. Un suggestivo scorcio del campanile romanico in pietra calcarea con inserti di laterizio e bacino ornato in maiolica di epoca rinascimentale, si ha dalla via del Campanile.
Via Garibaldi, “il passeggio della città”, porta all’antica “Platea Maior”, oggi piazza del Priori, dove l’istituzione comunale ha costruito i suoi palazzi di rappresentanza: il palazzo del Podestà e il palazzo dei Priori.
Via Mazzini, proseguimento di via Garibaldi, è caratterizzata dalla presenza di residenze gentilizie di epoca barocca come palazzo Mosca e palazzo Bocciarelli e dalla chiesa romanica di Santa Maria in Pensole, eretta nel 1175, il cui nome “in pensulis”, deriva dalla sua posizione su di un terrazzo.
Nel XIV secolo si insediarono a Narni gli ordini mendicanti che contribuirono ad un nuovo processo di sviluppo urbano edificando le rispettive chiese (San Domenico, Sant’Agostino, San Francesco).
Il palazzo Eroli, a fianco della chiesa di San Francesco, oggi sede del museo della città, custodisce al suo interno  operarono di maestri del calibro di Benozzo Gozzoli, Agostino di Duccio, Domenico Ghirlandaio, il Vecchietta, Piermatteo d’Amelia.
Dal centro è possibile ammirare la rocca Albornoziana, recentemente restaurata, innalzata nella seconda metà del XIV secolo per volere del cardinale Albornoz sul monte di fronte alla città.

CURIOSITA'
A Narni, c’è una città sotto alla città, dove il tempo sembra essersi fermato. La visita alla Narni sotterranea permetterà di tornare indietro nel tempo, quando i romani conservavano l’acqua in profonde cisterne o la facevano correre all’interno di serpeggianti acquedotti, quando i longobardi combattevano contro i bizantini e costruivano cappelle ipogee completamente affrescate, quando i benedettini realizzavano chiese romaniche sopra ad altre più antiche o, infine, quando i domenicani rinchiudevano nelle segrete della Santa Inquisizione personaggi ai quali era contestato il reato di eresia.

INFORMAZIONI E CONSIGLI UTILI
Poco prima di entrare in città si trova il parcheggio del Suffragio, per auto e mezzi pubblici collegato al centro cittadino con una serie di ascensori.
Da piazza Garibaldi è possibile raggiungere la rocca Albornoziana a piedi dalla caratteristica via del Monte, oppure con bus navetta o  automobile seguendo la direzione per la Flaminia, verso Roma, quindi voltando a sinistra.

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STORIA
Narni fu un insediamento preromano con il nome di Nequinum, quindi nel 300 a.C. divenne al centro degli interessi di Roma, che la fece assediare con il console Quinto Appuleio Pansa ottenendo tuttavia risultati infruttuosi vista la sua impervia posizione. Ci volle oltre un anno per compiere l'impresa, avvenuta nel 299 a.C. grazie al tradimento di due persone locali che permisero ai Romani l'ingresso tra le mura. Divenne così colonia romana col nome latino di Narnia. Non si hanno molte notizie relative a quel periodo, si pensa però che la città potesse aver avuto un ruolo di una certa importanza durante il corso della prima e della seconda Guerre Puniche. Lungo il fiume Nera, nei pressi della frazione di Stifone, dove anticamente si trovava il porto della città romana, è stato infatti recentemente individuato il sito archeologico di quello che appare come un cantiere navale romano. Dell'antica navigabilità del fiume Nera si hanno peraltro notizie su Strabone e Tacito. Noto il passo in cui il console Gneo Calpurnio Pisone, nel 19, decise di imbarcarsi a Narni con la moglie Plancina al fine di raggiungere Roma senza destare sospetti. Divenne Municipium nel 90 a.C.
Non si conosce con certezza quando la città di Narnia cambiò il suo nome in Narni, ma probabilmente questo avvenne gradualmente nel tempo a partire dal XIII secolo per poi divenire effettivo dopo la rivoluzione francese, anche se fino alla fine del XIX secolo si trovavano ancora nelle lapidi e negli scritti ufficiali iscrizioni con l'antico nome di Narnia.
Lo scrittore Walter Hooper ha anche trattato diverse volte nei suoi libri le origini del nome "Narnia" come si nota ad esempio a pagina 306 del suo libro scritto a quattro mani con Roger Lancelyn Green C.S. Lewis: A Biography, pubblicato nel 2002. Eccone un estratto che riporta per intero quanto detto dallo scrittore C.S. Lewis a Hooper:
"quando Walter Hooper chiese a C.S. Lewis dove aveva trovato la parola Narnia, Lewis gli mostrò il suo Atlante Murray's Small Classical Atlas, ed. G.B. Grundy (1904), che aveva comprato quando stava leggendo i classici con il suo istitutore Kirkpatrick presso Great Bookham [1914-1917]. A pagina 8 di questo atlante c'è una mappa dell'Italia con le iscrizioni in lingua latina. Lewis aveva sottolineato il nome di una piccola città chiamata Narnia, semplicemente perché amava il suono di questa parola. Narnia o "Narni" in Italiano, si trova in Umbria, a metà strada tra Roma ed Assisi."

SIMBOLI
Una leggenda narnese vuole che, in epoca medievale, nel territorio tra Narni e Perugia ci fosse un Grifone, contro il quale le due città, tra loro in guerra, si erano coalizzate per abbatterlo, una volta ucciso come trofeo Perugia si tenne le ossa del Grifone (bianca) e Narni la pelle (rossa). Per questo il Grifone di Perugia è bianco e quello di Narni è rosso.

STEMMA
Lo stemma della città di Narni, concesso con D.P.R. del 12 ottobre 1951, ha la seguente blasonatura:
«d'argento al grifo di rosso, linguato dello stesso.»

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BREVI CENNI STORICI

Città di antichissima origine, Narni m 240, ab. 20160, sorge su uno sperone a dominio della gola del Nera e della conca ternana, in sito di difficile accesso per l'asperità dei versanti che ne condizionarono forma e sviluppo urbano. In prossimità del confine tra Umbria e Lazio, fu nodo stradale di fondamentale importanza per il controllo della viabilità tra Roma e l'Adriatico,  legando per secoli a tale ruolo le sue fortune e subendo per questo assedi e distruzioni. L'abitato ha forma allungata, costretta dalla morfologia del colle, e un impianto articolato che ne denuncia le fasi formative: da quella umbra e romana del settore settentrionale (il terziere di S. Maria), regolare  nel reticolo viario innervato dall'asse urbano della Flaminia, a quella medievale (secoli XI-XIV) che progressivamente ha occupato il monte con la formazione dei terzieri di Fraporta e di Mezule: sulla sommità, separata dalla città, la Rocca albornoziana, simbolo del potere papale. Ricco di stratificazioni, il tessuto edilizio del centro storico è  l'esito dell'ampia ricostruzione seguita al sacco dei Lanzichenecchi (1527), che mostra, nella diffusa qualità urbana, il tono un po dimesso delle città pontificie sei-settecentesche ridimensionate a un ruolo culturalmente e politicamente periferico. La città moderna (Narni Scalo) si e formata come nucleo distinto e separato nel piano sottostante, dove hanno esercitato potere di attrazione il fiume e la ferrovia.

LA FORMAZIONE
L'abitato insiste sullo sperone occupato, nella parte settentrionale più dirupata, dall'umbra Nequinum, I' “oppi dum” murato come informa Livio - che i Romani conquistarono gia nel 299 a.C. per la sua importanza strategica al fine della penetrazione nella regione. Narnia, colonia di diritto latino, si sovrappone al precedente insediamento e conferma il suo ruolo territoriale: tappa obbligata lungo la Flaminia, che forse ne costituita l'ossatura viaria urbana dalla piazza Cavour alla piazza Galeotto Marzio, con la ristrutturazione viaria augustea diviene punto di partenza del diverticolo orientale per Terni e Spoleto. La crescita successiva si giustappone a questo nucleo originario (tuttora riconoscibile per il reticolo ortogonale) imperniandosi sulla Cattedrale, innalzata (secolo XII) immediatamente fuori del perimetro murato antico che viene ampliato per includere il polo religioso. L'urbanistica medievale disegna un impianto irregolare, che progressivamente occupa il colle avendo come cerniera l'odierna piazza Garibaldi. Oltre l'arco del Vescovo (antico ingresso in città della Flaminia) si forma il terziere di Fraporta, mentre la successiva espansione a sud da luogo al 'nuovo' terziere di Mezule.

LA CRESCITA
A partire dall'XI secolo, la città medievale (che si ribellerà nel 1112 a papa Pasquale II, nel 1167 a Federico Barbarossa, e nel 1242 schiererà con Roma e Perugia contro l'impero) proietta la sua influenza territoriale su San Gemini, Stroncone, Calvi, Otrlcoli e Castiglione (l'antico -Castellum Amerinum-) presso il Tevere (qui, entrava in Umbria la Via Amerina). La fase di espansione politica ed economica si traduce in città nella costruzione degli edifici pubblici (palazzo del Podestà) e delle architetture religiose che tuttora documentano la fioritura dell'arte medievale narnese (la Cattedrale, S. Maria Impensole, S. Domenico). Gli investimenti nella riqualificazione urbana (loggia dei Priori, S. Agostino; presenza di artisti quali Benozzo Gozzoli, il Vecchietta, Pier Matteo d'Amelia, lo Spagna) non si interrompo no con la fine dell'autonomia imposta dalla Chiesa, che anche qui vi erige evidenza possente del suo potere la Rocca (1367-78) sull'alto del colle.

LA DECADENZA
Su una città già colpita da un inarrestabile decesso (cui fa riscontro, nell'area, la progressiva crescita del ruolo di Terni) che si abbattono, al principio del '500, le truppe dei Lanzichenecchi di ritorno dal  sacco di Roma (Leandro Alberti, qui in viaggio nel 1530, racconta di un abitato completamente devastato e decimato nella popolazione). Questo evento assume, nella tradizione storiografica locale, un significato negativo quasi simbolico a evidenziare una cesura irreparabile nella storia della città. L'abitato risorge ridimensionato e non conosce più significativi aggiornamenti neppure formali. Tra Otto e Novecento ha inizio nella pianura sottostante la crescita industriale  attorno a Narru Scalo, che formerà un ampio agglomerato a nord del Nera.



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